La Storia

Il progetto è nato da alcune riflessioni sulla storia dell’umanità e dalla lettura del Milione di Marco Polo.
Marco Polo, che era stato l’ambasciatore del Gran Khan, racconta delle reliquie di Adamo tenute nel palazzo del re di Ceylon, oggi Sri Lanka. Non erano le reliquie di Adamo, naturalmente, ma reliquie del Buddha, forse lo stesso dente ora conservato nel tempio del Palazzo Reale di Kandy.

Marco Polo stesso non credeva che fossero le reliquie di Adamo, il mitico padre dell’umanità sceso dal Giardino dell’Eden, ma per noi è stato l’inizio di una straordinaria ricerca di fonti storiche e letterarie e di un percorso culturale e scientifico.

Molti paesi tropicali si definiscono “Paradiso terrestre”, ma forse lo Sri Lanka è l’unico paese al mondo che può legittimamente vantare questo titolo, perché è probabile che il mito del Giardino dell’Eden sia nato proprio in questa parte del mondo. I mercanti arabi che chiamavano Serendippo l’isola di Ceylon sono stati i primi a sostenere e diffondere quest’idea.

Cinquecento anni fa, il filosofo Campanella ha posto nell’isola di Ceylon la sua utopica città del Sole. Lo scrittore Arthur Clarke vi ha invece trascorso l‘ultima parte della sua vita e l’isola ha ispirato il suo romanzo “Le fontane del paradiso”. Lo scrittore Aldous Huxley, ha usato Sri Lanka come sfondo del suo romanzo L’isola, e l’ha menzionata come possibile Giardino dell’Eden.

Molti luoghi e molte suggestioni collegano Sri Lanka con il mito del Giardino dell’Eden. Il sottile istmo sommerso che collega Sri Lanka con l’India è chiamato “Ponte di Adamo”.
“Picco di Adamo” è il nome della montagna sacra più importante dell’isola, che poi è sorgente di quattro fiumi sacri.
A sostegno dell’ipotesi Sri Lanka come origine del Paradiso Terrestre c’è un fatto non trascurabile: la climatologia dice che 20.000 anni fa, durante l’ultimo massimo glaciale, quando l’Europa e l’Asia erano coperti da centinaia di metri di ghiaccio e l’Africa era un deserto inabitabile, Sri Lanka era invece un vero piccolo paradiso per il gruppo di esseri umani che abitava sull’altopiano centrale del paese.

IL PONTE DI ADAMO: STORIA E MITO

Adam’s Bridge dal satellite

Il lembo di terra che unisce India e Sri Lanka è certamente una formazione naturale emersa e sommersa varie volte negli ultimi milioni di anni. Ad oggi è ben visibile dalle foto satellitari come quelle scattate dal Gemini XI all’inizio del 2003. Un gruppo di ricercatori indiani ha avanzato un’ipotesi suggestiva: alcune sue parti potrebbero essere di origine artificiale, ovvero un ponte o un argine costruito sei millenni fa per mantenere i collegamenti tra il continente e l’isola. Alcune parti del “ponte” sono ancora emerse, altre sono sotto il pelo dall’acqua. Secondo alcune fonti storiche, intorno al XV secolo il Ponte di Adamo, o Rama Setu per la cultura induista, era ancora praticabile a piedi, almeno fino al 1480, quando fu definitivamente distrutto da un ciclone.